Marco Biagi e i giovani

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L’importanza dell’orientamento e della formazione per il mondo del lavoro

Più noto per l’attività di giuslavorista che mise al servizio del mondo accademico e delle istituzioni, contribuendo all’elaborazione del progetto di riforma del mercato del lavoro italiano (Libro Bianco), Marco Biagi ha profuso anche uno straordinario impegno a favore degli studenti. Per questo al Salone dell’Orientamento al lavoro, la cui data è stata simbolicamente scelta per ricordare l’anniversario della sua scomparsa, ci sarà un momento dedicato ad approfondire anche la figura del giuslavorista bolognese che, in modo più che mai attuale, aveva intuito l’importanza del binomio formazione-professione.

Le sue eccellenti capacità organizzative furono, infatti, al centro delle attività dell’ateneo modenese, in cui insegnava Diritto del Lavoro, per la realizzazione di un servizio organico e strutturato di orientamento al lavoro. Ben prima della riforma del sistema universitario, Biagi aveva sostenuto l’assoluta necessità di aprire il mondo dell’università a quello del lavoro, individuando nei tirocini aziendali, da lui immediatamente percepiti come completamento ideale del percorso formativo e didattico degli studenti, un eccezionale strumento, non solo per metterli in contatto con le aziende, ma soprattutto per la funzione di orientamento che questi svolgevano. Attraverso gli stage si sarebbe consentita l’acquisizione di una conoscenza diretta del mondo del lavoro, utile alle successive scelte professionali di laureandi e laureati, sviluppando una più ampia e stabile politica universitaria per l’occupabilità, imperniata su un raccordo operativo e non informale tra imprese, enti locali e atenei. Un cambiamento radicale per l’occupazione che avrebbe dovuto annullare la distanza tra il mondo del lavoro e quello accademico, da lui percepito come troppo autoreferenziale e isolato.

“Ove sia adeguatamente organizzato e gestito dalle università… il tirocinio formativo o di orientamento può peraltro rappresentare il primo tassello di un più ampio sistema di opportunità utili per concretizzare la tutela del lavoratore che non consiste più nella difesa ad oltranza del posto di lavoro bensì nella sua adattabilità, cioè nella capacità di impegnarsi in diverse occasioni professionali nell’ambito di vari cicli di vita del suo itinerario lavorativo”. Così scriveva Marco Biagi, delegato del Rettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia all’orientamento al lavoro, in “Università e orientamento al lavoro nel dopo-riforma: verso la piena occupabilità?”, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, dicembre 2001.